mercoledì 7 dicembre 2011

pareri autorevoli sul libro di Nicola...


Precario? Cos'è 'sta parola che ormai sta in bocca alla gente più della diossina? Che senso ha lamentarsi di essere precario? E' come frignare che non si è immortali: ridicolo! Non lo sai che la precarietà è la condizione fondamentale dell'uomo e il presupposto per il suo sviluppo?...
Dopo avercelo fatto conoscere attraverso brevi "vignette a tesi" satiriche, Marco Pinna regala al suo personaggio Nicola l'ampio respiro della graphic novel, tornando a parlare di operai, e nascondendo la tesi (e l'ideologia politica) dietro storie semplici di vita e problemi quotidiani. Per questo "Resistenza Precaria" possiede la forza e la compattezza dei lavori più riusciti sul tema, a cominciare dall'opera omnia - Cipputi in testa - del grande Altan, ampiamente citato e presente in apertura. Il fumetto ha talmente il sapore della verità che, da vero esempio di giornalismo disegnato, a tratti sembra essere un documentario, o che la matita dell'autore sia capitata lì per caso. Altro grande merito del fumetto è quello di non essere mai sbilanciato verso il melodramma o il drammone ma di essere un fumetto comico, spinto semmai sul grattesco e sul paradossale; quando perciò, tra i problemi legati alla precarietà del posto di lavoro, arrivano anche momenti più distesi, quando non addirittura comici, ecco che allora si ride per davvero, ed è sul serio riso liberatorio, non forzato. I vari personaggi che gravitano attorno a Nicola, ognuno con i suoi problemi sociali e personali, sono davvero impagabili, anche la macchietta di Chicco, il figlio gigolò che lavora al supermarket e che si fa ridurre l'orario di lavoro per curare la propria immagine, conscio del fatto che chi oggi la trascura viene etichettato come sottoprodotto.
Insomma, una graphic novel come non se ne leggono tante, che finalmente ha il coraggio di parlare del paese e delle persone che evidentemente l'autore conosce bene e che possiede la forza della semplicità e della spontaneità in una maniera così prorompente che non può non farci pensare a come perdere con stile contro il grande capitale.
Giuseppe del Curatolo
(recensione apparsa su Frigidaire)





Caro Marco.
Caro pazzo Marco.
Caro pazzo da legare Marco.
Devi sapere che sono molto scettico sui vignettisti, fumettisti e quant'altro.
E per un motivo semplicissimo: disegnano senza idee.
Invece caro mio, sul tuo libro mi sono quasi pisciato sotto dalle risate: non dimenticando di avvelenarmi quando spieghi cosa fanno le aziende con le banche.
Mi è piaciuto tantissimo. Ma troppo proprio.
Ci ho fatto su un post. Lo trovi on-line. Spero ti piaccia.
( http://www.diversamenteoccupati.it/2011/12/01/nicola-in-r-esistenza-precaria/ )

Arnald

  Finito Nicola. Bello. Voglio il 2!

 Marco Vicari 

 Nicola e la sua tuta blu da operaio, sua moglie un po' brontolona e la figlia Cristiana con i suoi tentativi di sfondare nella tv e nell'apparire piuttosto che essere, perché la scuola ormai la ritiene “antiestetica”. Nicola, sua moglie e Cristiana sono solo alcuni dei personaggi di un fumetto a colori che intende descrive l'Italia del Terzo Millennio. Ma “Resistenza Precaria” è più di un fumetto a colori, è una cinica e veritiera, anche se a tratti surreale, descrizione di una Italia in ginocchio: economicamente e culturalmente. I balloon raccontano una trama con colpi di scena mentre le immagini rappresentano personaggi spesso “sudacchianti” che esprimono un'italianità sempre meno surreale e, in verità, sempre più realistica, almeno nel suo insieme. Un fumetto godibilissimo, di rapida lettura (anche grazie ai colpi di scena) e di satira “rabbiosa” come peraltro esso stesso si autodescrive.
Un libro che non vale più di 15 euro ma, almeno tanto, andrebbe pagato. Se non altro per poter leggere il seguito...

Daniele Marescotti
(recensione apparsa sul portale Peacelink)




Cazzo Marco! Il libro mi e' arrivato in Sradegna! Vabbe', lo leggero' quando torno.



Andrea Tabagista Frau


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